Forse te lo sei chiesta: perché proprio le donne, e non un coaching "per tutti"? La risposta sta nei numeri — ma prima di tutto in un'esperienza che ho vissuto sulla pelle.
Non lo dico da fuori. Il ritorno dalla maternità, per me, è stato un passaggio complicato: ho sperimentato quanto è difficile orientarsi quando tutto cambia dentro e fuori di te — le priorità, l'identità, il posto che occupi nel mondo. E ho capito che ci sono momenti nella vita di una donna — una gravidanza, la menopausa, un rientro, una scelta che rimette tutto in gioco — in cui si viene lasciate sole, senza un luogo dove fermarsi a ritrovare il proprio centro.
In Italia il tasso di occupazione femminile si ferma al 52,5% contro il 70,5% degli uomini. Le donne sono quasi la metà dei part-time (49,2%) e oltre il 60% dei contratti a termine: una "doppia debolezza" che moltiplica la precarietà. Il divario salariale resta reale — 17,95€ l'ora contro 19,73€, fino al 20% sul reddito annuo. E poi c'è la maternità: ogni anno oltre 60.000 donne lasciano il lavoro nel primo anno di vita del figlio, e il 70% delle convalide di dimissioni genitoriali riguarda donne. (Fonte: Relazione Consigliera Nazionale di Parità, 2025)
Ma dietro ogni dato c'è una donna che si chiede se se lo merita, se è "abbastanza", se il posto che occupa le appartiene davvero. È la sindrome dell'impostore, e in Italia la vive il 70% dei lavoratori — con una prevalenza tra le donne che cresce nei ruoli di responsabilità e nei passaggi di carriera. (IX Rapporto Censis-Eudaimon, 2026)
Ho scelto le donne perché lì vedo il bisogno più invisibile e più urgente: il talento non riconosciuto in un mondo del lavoro pensato al maschile. È un talento che fatica a emergere dentro un equilibrio familiare e professionale ancora non supportato, paghe più basse, poche donne in posizioni apicali — e una voce che, di fronte a tutto questo, si abbassa, si mette in discussione, si lascia indietro. Le donne attraversano transizioni — maternità, rientro, riorientamento, nuova responsabilità — in cui l'identità professionale si rimette in gioco tutta insieme, e spesso lo fanno da sole, senza un luogo dove fermarsi a fare chiarezza.
Il coaching non risolve i numeri. Ma restituisce alle singole donne lo spazio per riconoscere il proprio valore, riprendere la direzione e occupare il proprio posto — a cominciare dal senso di sé.